Quali caratteristiche influenzano l’efficacia di un tiralatte?

Pubblicato: Martedì, 06 Luglio 2021

I tiralatte non sono tutti uguali, e scegliere quello adatto al proprio seno e alla propria situazione è importante per ottenere dei buoni risultati nell’estrazione del latte.

A livello tecnico ci sono alcune caratteristiche che la ricerca e l’esperienza clinica evidenziano come particolarmente importanti nel determinare l’efficacia del tiralatte. Conoscerle è utile per poter fare una scelta informata.

Le principali caratteristiche tecniche che influenzano l'efficacia dei tiralatte sono:

 

Potenza di aspirazione: è un fattore importante per la determinazione dell’efficacia del drenaggio del seno. In generale, i tiralatte efficaci arrivano a circa 250 mmHg, e vanno utilizzati al “massimo vuoto confortevole” (mvc), che varia su base individuale. 

Potenze inferiori al mvc riducono sensibilmente l’efficacia del drenaggio, ma potenze eccessive, che provocano dolore possono essere controproducenti, sia per ragioni “meccaniche” (si rischia di distendere troppo i dotti diminuendo la portata), sia perché il dolore inibisce il riflesso di emissione rallentando la fuoriuscita di latte. Il massimo vuoto confortevole può essere diverso per ciascuna donna ed è influenzato dal come calza la misura della coppa rispetto al capezzolo, nonché dal ritmo delle aspirazioni (cicli per minuto). La ricerca ci dice che probabilmente per la maggior parte delle donne trova l’estrazione confortevole attorno ai 190 mmHg, ma nella mia pratica ho verificato che spesso, utilizzando coppe di misura corretta, si riesce ad arrivare a un mvc maggiore con migliore efficacia di estrazione. La pratica clinica ci dice anche che a meno di 180 mmHg difficilmente si avrà una estrazione efficace.

In situazioni di dolore o sensibilità al seno, è importante avere la possibilità di utilizzare una potenza di estrazione molto bassa e delicata (a volte anche minore di 50 mmHg!), che non tutti i tiralatte offrono.

Recentemente sul mercato sono usciti numerosi tiralatte elettrici, anche molto economici, la cui potenza di aspirazione è elevata, che arrivano oltre ai 330 mmHg. Una potenza di aspirazione superiore ai 250 mmHg potrebbe danneggiare il seno, perciò bisogna fare attenzione con questi apparecchi di nuova generazione, e utilizzarli partendo dai programmi più delicati e salire gradualmente, verificando che l’estrazione resti efficace e non dolorosa. Alcuni modelli non hanno programmi con potenza di aspirazione inferiore ai 100 -150 mmHg, e possono risultare di difficile utilizzo per alcune donne a causa delle potenze troppo elevate. Questo parametro si misura con il vacuometro, uno strumento che misura il vuoto, inserito nella coppa del tiralatte. Utile per verificare il corretto stato di efficienza di un tiralatte.

Fun Fact: esistono almeno 7 diverse di unità di misura per la pressione (e quindi per il vuoto). Quando si leggono le specifiche tecniche dei tiralatte, bisogna fare attenzione a quale unità di misura viene usata, perché non sempre sono direttamente confrontabili, ad esempio se espresse in mBar invece che in mmHg.

 

Frequenza del ciclo: indica quante sequenze di suzione “aspirazione-rilascio” vengono effettuate in un minuto, misurata in “cicli per minuto” (cpm). Nella modalità estrazione, generalmente si usa una frequenza di 40-60 cpm, che corrisponde approssimativamente al ritmo di un neonato che poppa. Frequenze inferiori, come ad esempio 34 cpm, presenti in alcuni tiralatte elettrici di fascia bassa, risultano spesso dolorose e piuttosto inefficaci. Frequenze maggiori (70-120), associate a potenza di aspirazione basse, vengono usate in molti tiralatte come modalità di stimolazione, ad imitazione della suzione non nutritiva del bambino prima dell’arrivo del riflesso di emissione. Benché io non trovi le ricerche sull’efficacia di questo schema particolarmente solide (bassa significatività statistica), cicli più veloci a potenza inferiore sono utili per permettere al seno di abituarsi gradualmente alla suzione del tiralatte e provare meno fastidio. In caso di danno del capezzolo la possibilità di utilizzare un ritmo veloce, in cui il capezzolo resta in tensione per meno tempo, può permettere un’estrazione meno dolorosa.

Nella maggior parte dei tiralatte elettrici la velocità dei cicli è regolata automaticamente in funzione della potenza, e alcuni tiralatte hanno programmi diversi che alternano velocità e potenza secondo schemi particolari. In alcuni invece è regolabile manualmente in modo indipendente dalla potenza.

 

Forma della curva di vuoto: questo è un parametro difficilmente misurabile, poco studiato e di cui si parla ancora meno, ma sembra essere la caratteristica che determina la differenza di efficacia a parità degli altri parametri. È la descrizione di come cambia la potenza di aspirazione nel tempo, come raggiunge il massimo livello, quanto tempo resta a tale valore e con quale velocità decresce. Viene chiamata curva di vuoto perché può essere espressa geometricamente come una funzione del vuoto rispetto al tempo. Nell'immagine sotto, tratta dalla documentazione pubblica per un brevetto, si vedono le due curve di vuoto, uno con bassa potenza e maggior numero di cicli per minuto, l'altro con potenza maggiore ma meno cpm. Queste caratteristiche influenzano grandemente il comfort e l’efficacia, pure essendo poco visibili. Un orecchio allenato può percepire le differenze dal rumore, e sono osservabili tramite il movimento  della lancetta del vacuometro. 

Tiralatti in cui il cambiamento del vuoto è graduale (una curva arrotondata), e in cui il vuoto è trattenuto al massimo per qualche istante, di solito sono più gradevoli ed efficaci, tuttavia c’è una grande variabilità individuale nella risposta a diverse curve di vuoto.

 

Misura delle coppe: si intende il diametro del tubo in cui viene aspirato il capezzolo. Il capezzolo non deve sfregare sulle pareti del tubo, né troppa areola deve finire per essere aspirata all’interno del tubo, perché in entrambe le situazioni si ha dolore e perdita di efficacia. La misura corretta della coppa ha un grande impatto sull’efficacia, e può fare la differenza tra poche gocce estratte o un flusso abbondante.

Si legge spesso che ci devono essere 2-3 mm tra il capezzolo e le pareti del tubo, ma nella mia esperienza la distanza deve essere minore: anche uno o due millimetri possono fare la differenza nel comfort. Quando il tubo è largo, come nelle foto, l’areola che viene aspirata aderisce alle pareti dando a volte l’impressione errata che il tubo sia stretto.

  

La misurazione del diametro del capezzolo generalmente non permette di identificare con certezza la misura di coppa più adatta, che andrebbe provata in pratica. Durante una consulenza si possono provare coppe di diverse misure e trovare il migliore equilibrio tra confort ed efficacia.

Nonostante la grande importanza di questa variabile, sono pochi i tiralatte che hanno la possibilità di montare coppe di misure diverse. La maggior parte dei tiralatte commerciali offre una coppa in plastica dura con diametro piuttosto grande e un inserto riduttore in silicone. Purtroppo spesso il silicone fa attrito sul seno e provoca irritazione, senza contare che è poco probabile che la mamma trovi la misura che le serve con solo due scelte a disposizione.

La mancanza della disponibilità di coppe intercambiabili di diverse misure può essere un fattore molto limitante nella scelta del tiralatte.

Attenzione: La potenza di aspirazione dipende anche dai volumi dei pezzi del kit di raccolta. Per questa ragione non è in genere una buona idea cercare di assemblare kit e motore di marca diversa per cercare di adattare le coppe, soprattutto senza poter misurare i risultati, perché si rischia di provocare un danno al seno o di rendere meno efficace l’apparecchio.

 

Attacco doppio: avere la possibilità di estrarre latte da entrambe le mammelle contemporaneamente dimezza i tempi e alleggerisce il carico di lavoro della madre. La ricerca ci conferma che il volume di latte estratto in questa modalità è maggiore che con l’estrazione sequenziale (un lato dopo l’altro), quindi si ottiene un miglioramento assoluto di efficacia, cioè non solo ci si impiega meno tempo, ma si ottiene più latte a parità di tempo per seno.

 

Ci sono poi caratteristiche non collegate all’efficacia di un tiralatte, che possono influenzare la scelta, quali la rumorosità, la portabilità, la possibilità di utilizzare batterie, la semplicità d’uso, l’estetica.

 

L’estrazione di latte non deve mai essere dolorosa.

Se fa male, c'è qualcosa che non va. Non accontentarti, cerca aiuto: una consulenza può aiutarti a capire come rendere più confortevole ed efficace l'estrazione di latte!

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